giovedì 4 febbraio 2010
giovedì 7 gennaio 2010
Lettera a Babbo Natale
Sono Gennaro Esposito e quest' anno sono stato un bravo ragazzino: ho obbedito a mia mamma e ho fatto tutto ciò che mi ha chiesto: ho fatto le pulizie , sono andato a fare la spesa....mi sono comportato bene anche con il mio fratellino: l' ho aiutato, l’ho difeso e ho anche condiviso con lui tutti i dolci che mi venivano dati.
Anche fuori casa ho cercato di essere un buon cristiano: sono andato in chiesa, aiutavo le signore ad attraversare la strada, se qualcuno aveva bisogno di un aiuto,ero il primo ad offrirglielo... insomma...non ho cercato guai. Anche a scuola mi sono impegnato...ho consumato i gomiti sulla scrivania per quanto ho studiato...infatti... ho preso 30 e lode agli esami prima di natale, e sto rischiando di essere il preferito del professore...quindi fra poco i miei compagni mi guarderanno

L’anno scorso chiesi dei giocattoli a un brutto ciccione venuto dal nord, si fa chiamare “Babbo Natale”, indossa un abito rosso, lunga barba bianca e ha un carro con delle renne, una delle quali ha un naso rosso... e sono stato assai deluso...non mi portò niente di quello che gli avevo chiesto... perciò adesso, visto che siete brave persone vi chiedo questo: vorrei per quest'anno la “Play Station 3” con il video-game “Assassins Creed” ,l’uno e il due. È tutto, fortunatamente non ho bisogno di nient’altro.
Quando verrete a casa mia, vicino al Presepio, dove c’è Gesù Bambino con la Madonna e san Giuseppe, lascierò per voi un pò di liquore di finocchietto e limoncello, perchè a Gennaio fa freddo, soprattuto di notte,e anche un pò di spaghetti con il ragù che farà mamma, torroncini duri e morbidi di San Marco dei Cavoti, e per i cammelli, un pò d’erba fresca e acqua, così saranno forti abbastanza per proseguire il viaggio.
Grazie mille per la vostra attenzione. Un abbraccio
martedì 17 novembre 2009
DIVISA, COSPIRATRICE E COLTA: L'ITALIA DEL RINASCIMENTO
il Quatroccento quando si sviluppò il Rinascimento. Un periodo che coinvolge, oltre manifestazioni artistiche, anche genuini procesi politici. Tratteremo sulla politica e gli Stati italiani, perchè fu nell'Italia del S.XV dove nacque lo stato moderno e la diplomazia, Machiaveli non fu frutto dell’azzardo. Vediamo dunque, un paradosso, nello stesso periodo si consolida l’uomo e l’antropocentrismo, “l’uomo è la misura di tutte le cose”, vediamo anche l’apparizione di ciò che più toglie libertà all’uomo, lo Stato. L’Imperatore, dopo la battaglia di Legnano ( L’Imperatore contro la Lega Lombarda) e il fatto di Canossa, Gregorio VII, Worm etc, dopo Federico II, diventò più che altro una figura proprio simbolica. L’imperatore ormai non poteva lotare contro i nuovi stati nazionali (Francia) e i comuni ( Milano, Genova), e si limitavano riconoscere piccoli tiranni e a concedere dei titoli nobiliriari. Carlo V sarà l’ultimo imperatore incoronato a Roma e riuscirà a imporre la forza dell’Imperio nella Italia, ma in beneficio della Spagna.
L'Italia era piena di dinastie illegittime, (e ciò scandalizava alle antiche dinastie europee) era la norma della politica italiana. Questi signorotti, si appoggiavano in uno stato forte, di solito erano dei Condottieri o dei Podestà, ai quali lo stato pagava con delle signorie, oppure, sviluppava una caudillismo e un carisma tale da poter guadagnarsi il popolo via il loro prestigio bellico. Anche le grandi dinastie italiane tenevano il suo bastardo, come gli Aragonesi di Napoli e i Montefeltro di Urbino, anzi, pure il Papa, i Borgia, ne sono l’esempio. Una consequenza logica fu la cospirazione, la trama e l’intrigao, il sangue freddo e una mente calculatrice, giachè le cariche politiche si potevano mettere in discusione. La Riforma cattolica e l’influenza straniera finiranno per atenuare gli illegittimi italiani.
Nel Nord ci
troviamo il Ducato di Milano, una monarquia absolutistica sin da Giangaleazzo Visconti, giocando a essere una potenza regionale, e nel 1450, advenne un cambio dinastico, subentra la dinastia degli Sforza, e Ludovico Il Moro, sarà una figura di spicco nella schiera internazionale, e anche sarà un uomo preocupato per l’arte. Nel Sud, I Trastámaras, diventati i re partenopei, sin da 1442, entrò nell’orbita Ispanica, e Alfonso V d’Aragona, detto Il Magnanimo, rese il Regno di Napoli independente della confederazione catalano-aragonese, cosí, Napoli poteva diventare centrale nella politica italiana. Il Magnanimo diede a Ferrante il Regno. Ferrante, lotò contro una feudalità sleale, e conseguì imporrersi.
venire ovunque sia grazie al loro corpo di diplomatici, conseguì sovraponersi ai colpi delle nove rute maritime aperte dagli portoghesi, Venezia, ci sirva d’esempio, finanzava agli stati islamici per fare fronto ai portoghesi nella loro ruta verso l'India. La Serenissima, aveva dei tentacoli lunghissimi, e grazie alle sue istituzioni godeva d’una grandissima pace sociale che sorprendeva ai contemporani...certo, ma dopo, durante Carnevale era il momento delle vendette... le maschere e la gente nascondevano i sicarii che tornanavano i conti ... Per il loro isolamento,Venezia, non partecipò d'un modo molto attivo nel Rinascimento, ma dopo, nel S.XVI, diede Tiziano e Tintoretto. Alla fine, un'Italia divisa, cospiratrice e colta.
giovedì 29 ottobre 2009
IL Gattopardo

Tancredi (Alain Delon), il nipote prediletto di Don Fabrizio, con la speranza di controllare gli avvenimenti si arruola tra i rivoltosi. Il Principe approva la scelta. Qui è in corso il plebiscito per l´annesione della Sicilia allo stato sabaudo, in cui il Principe vota a favore. Intanto viene a sapere da Padre Pirrone che Concetta, sua figlia, ama Tancredi. Ma le speranze di Concetta sfioriscono quando appare la figlia del sindaco, Angelica Sedara (Claudia Cardinale).
La riflessione che è alla base del film è quella sul cambiamento. Il cambiamento come unico mezzo per rimanere ciò che si è. Il cambiamento delle forme per salvaguardare la sostanza. Ma per il Principe di Salina il cambiamento non è soltanto sociale, bensì individuale e personale. La sua è la comprensione che il mondo sta mutando e lui è incapace di mutare se non nella forma più naturale: invecchiando. Comprende con serenità che opporsi al futuro non solo è inutile ma anche patetico. Infatti sa fin troppo bene che tutto cambierà per restare sempre uguale. Un grandissimo Burt Lancaster e l´immenso protagonista che ci mostra, per tre ore, gli avvenimenti importanti che decideranno il futuro, il crepuscolo di un mondo tra nostalgia e rimpianto.
Comunque, rimane un capolavoro della storia del Cinema Italiano. Per fare un commento sul film, niente da dire se non eccezionale, nonostante la sua lunghezza. Purtroppo non ho letto il libro......ma dovrò provvedere assolutamente.
giovedì 15 ottobre 2009
L'unità delle Italie
Il Risorgimento fu una rivoluzione nazionale e borghese,
come tutte quelle dell'Ottocento, fino all'Ottobre Rosso del 1917. L’altro movimento nazionalista era ideato da Cesare Balbo, e nella pratica attuato da Camillo Benso e Vittorio Emanuele II. Era questa la via liberale e borghese, che voleva un'unità sotto una monarchia forte e cattolica, che garantisse la proprietà privata e un'economia di mercato nonché l’ordine.
Vittorio Emanuele II (1820-1878), non abrogò la Carta Magna sabauda, lo Statuto Albertino, e perciò fu riferimento di tutti i patrioti italiani. L’altra figura fu Camillo Benso, Conte di Cavour (1810- 1861). Lui prese decisioni nella politica estera, nella Guerra di Crimea, evitando così l’isolamento del Piemonte. Diventò il portavoce della questione italiana nel contesto della politica europea. L’ultima figura di spicco
fu Garibaldi, esperto militare con esperienza nelle antiche colonie spagnole. Questi sbarcò a Marsala l’11 maggio del 1860: era la Spedizione dei Mille, le camicie rosse che contarono con l'aiuto dei "picciotti" siciliani. Garibaldi fece crollare il Regno delle Due Sicilie: il 19 agosto passò per la Calabria, e il 7 di settembre entrò a Napoli. L’unificazione non si completó fino una decada dopo, con l’annessione di Venezia e il Veneto via referendum. L’unificazione non fu soltanto una conquista regia, fu realizzata anche dal contributo dei democratici di Garibaldi.
brigantaggio e la resistenza... che alla fine si nascose per via del patto fra la nuova classe politica che non capiva molto bene com'era il Sud con le eliti locali, per smettere il problema delle morti nell'esercito italiano per colpa del brigantaggio, aiutando a fare crescere il problema della malavita e del crimine organizzato.
Grazie all’unificazione il Mezzogiorno conquistò non solo la possiblità di partecipare ad una più larga e alacre vita nazionale, ma imboccò anche la via maestra per avviare al superamento dei suoi problemi storici. Ma è stata un'unificazione anche dolorosa e problematica: il Sud conobbe più lo stato come macchina accentratrice e repressiva che come complesso di istituzioni e funzioni tese a modernizzare la vita economica, sociale e civile. Conobbe lo Stato assentista.
venerdì 9 ottobre 2009
Parolacce? Sì, grazie!

Chi non è mai stato punito per insultare o bestemmiare?
Avevano ragione i nostri genitori e i nostri insegnanti?
La risposta è NO!!!
Secondo diversi studi universitari, si è dimostrato che le parolacce fanno bene alla salute. Ci sono tre importanti motivi per cui dobbiamo usarle oppure aumentarne il numero nella nostra vita.
(foto da internet)Il Dottore Calixto Rupérez collega le brutte parole con le tossine e le calorie. Secondo lui, le persone che dicono parolacce vivono meglio e più a lungo, e sono addirittura più magri. Nonostante ciò, la riduzione delle tossine e delle calorie dipende dal tipo di parola che si usa e anche dalla maniera con cui si dice. Per esempio, se una persona è abituata a dire otto volte al giorno “me cago en la puta de oros” potrà eliminare 200 calorie, mentre, se lo stesso soggetto pronuncia “coño” le calorie eliminate saranno 80.
E voi le dite?


